Dare parole alle emozioni: costruire benessere e prevenire la violenza a scuola.

Scritto da: Francesca

Sono psicologa-psicoterapeuta ad orientamento psicodinamico e practitioner Emdr.

19 Gennaio 2026

La scuola è uno spazio privilegiato di crescita, relazione e costruzione dell’identità.

 Tuttavia, quando le emozioni degli studenti non trovano canali adeguati di espressione e riconoscimento, possono trasformarsi in comportamenti disfunzionali o violenti. 

In questo senso, il passaggio all’atto rappresenta una risposta estrema ad un vissuto emotivo che non riesce ad essere mentalizzato, nominato o condiviso.

Con l’espressione passaggio all’atto si indica un comportamento impulsivo e spesso violento che prende il posto del pensiero e del linguaggio.

L’azione diventa l’unico modo possibile per scaricare tensioni interne, rabbia, frustrazione, vergogna o senso di esclusione.

Questa difficoltà deriva spesso da esperienze relazionali in cui il bambino o l’adolescente non ha ricevuto modelli di regolazione emotiva: né in famiglia, né a scuola, né nel gruppo di pari. 

Senza un’ alfabetizzazione emotiva, i ragazzi non imparano a distinguere ciò che provano, a comunicarlo e a gestirlo.

 La ricerca sulla regolazione emotiva e sulla percezione della violenza suggerisce proprio che chi evita o non riconosce le proprie emozioni percepisce più intensamente situazioni di conflitto e tende a reagire in modo più negativo. 

 In ambito scolastico, ciò può manifestarsi attraverso aggressioni fisiche o verbali, atti di bullismo, danneggiamento di oggetti o comportamenti autolesivi.

Per genitori e insegnanti questo significa promuovere relazioni in cui si accolgono le emozioni, si discute dei conflitti, si insegna il linguaggio dei sentimenti: non come “soft skill” opzionali, ma come competenze fondamentali per la crescita umana.

La scuola come luogo di prevenzione

La prevenzione della violenza a scuola non può limitarsi ad interventi sanzionatori o emergenziali.

È necessario un approccio preventivo e relazionale, che riconosca il valore educativo delle emozioni. 

La scuola può diventare un luogo di contenimento e trasformazione del disagio se riesce a:

  • promuovere un clima emotivamente sicuro, basato sull’ascolto e sul rispetto;
  • valorizzare la parola come strumento di elaborazione dell’esperienza;
  • riconoscere precocemente i segnali di disagio emotivo e relazionale;
  • favorire il senso di appartenenza ed il riconoscimento dell’altro.

Educare alle emozioni

Un elemento centrale nella prevenzione è l’educazione emotiva

Insegnare sin da bambini a riconoscere, nominare e comunicare le proprie emozioni significa offrire alternative all’agito. Laboratori di espressione emotiva, circle time, pratiche di scrittura riflessiva e attività di mediazione dei conflitti possono aiutare a trasformare l’impulso in pensiero.

Anche la formazione degli insegnanti è fondamentale: docenti capaci di leggere il comportamento come un messaggio e non solo come una trasgressione possono intervenire in modo più efficace e contenitivo.

Quando le emozioni non trovano parole, il rischio è che trovino spazio nell’azione violenta.

La famiglia e  la scuola hanno la responsabilità e la possibilità di intercettare il disagio prima che si trasformi in passaggio all’atto. 

Investire sull’ascolto, sulla parola e sulla relazione significa non solo prevenire la violenza, ma promuovere un’autentica cultura del benessere e della convivenza.

Dott.ssa Francesca Tobia

www.menterelazionale.it

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